Ai cittadini e alle cittadine del Mondo
Per conoscenza agli organi di stampa
Abbiamo letto sgomenti gli articoli apparsi ieri sui giornali cittadini: stralci che riportavano la notizia di grandiose operazioni di controllo e perquisizione davanti alle scuole, superiori e addirittura medie, della nostra città.
Immagini che alle nostre menti hanno riportato altri momenti, forse quelli vissuti durante il g8 di Rostock, perquisizioni di massa in mezzo alle strade trafficate e vissute, improvvisamente divenute silenti.
I giornali hanno incredibilmente commentato positivamente l'evento, lodando l'impegno delle forze dell'ordine, in particolare del nucleo operativo dei carabinieri; hanno anche commentato che le famiglie senesi sarebbero state più tranquille da domani, sapendo che quotidianamente l'autorità avrebbe vigilato nelle tasche dei loro figli.
Ai nostri occhi, invece, pare paradossale tutto questo, per un semplice motivo: non staremo qui a negare un disagio sociale forte, che è avvertito e sentito da chiunque, che forse si abbatte con particolare veemenza sulle menti e sui corpi di noi ragazzi/e; quello che non riusciamo a comprendere è la presunta sensazione di sicurezza che il fare annusare a dei cani-poliziotto lo zaino del proprio figlio o la borsetta della propria figlia dovrebbe provocare.
Forse anche questo parla di un disagio celato, quello del silenzio delle relazioni, dell'assordante mancanza di un dialogo tra generazioni.
Sembra essere un deliberato attacco frontale ad una generazione intera, discriminata a prescindere, considerata diversa, e sull'onda di una xenofobia strisciante, perciò, pericolosa.
L'operazione, atta a sorvegliare e punire, appare come un gioco mediatico, una simbolica reazione tardiva agli avvenimenti tragici di questi giorni: lo strumento repressivo, però, è stato ampiamente sperimentato, in questa realtà come in molte altre, senza alcun successo.
In certe occasioni si dovrebbe imporre il silenzio del dolore condiviso, la riflessione ampia della società, l'indagine profonda. Non lo sbraitare delle voci politicanti, atte a strumentalizzare, in modo meschino e volgare, le vicende accadute.
Sarebbe bello fornire alla nostra generazione l'occasioni di raccontarsi, in quello che dovrebbe essere, finalmente, un dialogo tra pari: persone che forse si esprimono con linguaggi differenti, ma che provano ad ascoltarsi, tra simili.
Dal silenzio del deserto sociale
Un'interconnessione sentimentale di nome
Farfalle Rosse
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