sabato, 20 settembre 2008

Ai cittadini e alle cittadine del Mondo

Per conoscenza agli organi di stampa

 

Abbiamo letto sgomenti gli articoli apparsi ieri sui giornali cittadini: stralci che riportavano la notizia di grandiose operazioni di controllo e perquisizione davanti alle scuole, superiori e addirittura medie, della nostra città.

Immagini che alle nostre menti hanno riportato altri momenti, forse quelli vissuti durante il g8 di Rostock, perquisizioni di massa in mezzo alle strade trafficate e vissute, improvvisamente divenute silenti.

I giornali hanno incredibilmente commentato positivamente l'evento, lodando l'impegno delle forze dell'ordine, in particolare del nucleo operativo dei carabinieri; hanno anche commentato che le famiglie senesi sarebbero state più tranquille da domani, sapendo che quotidianamente l'autorità avrebbe vigilato nelle tasche dei loro figli.

Ai nostri occhi, invece, pare paradossale tutto questo, per un semplice motivo: non staremo qui a negare un disagio sociale forte, che è avvertito e sentito da chiunque, che forse si abbatte con particolare veemenza sulle menti e sui corpi di noi ragazzi/e; quello che non riusciamo a comprendere è la presunta sensazione di sicurezza che il fare annusare a dei cani-poliziotto lo zaino del proprio figlio o la borsetta della propria figlia dovrebbe provocare.

Forse anche questo parla di un disagio celato, quello del silenzio delle relazioni, dell'assordante mancanza di un dialogo tra generazioni.

Sembra essere un deliberato attacco frontale ad una generazione intera, discriminata a prescindere, considerata diversa, e sull'onda di una xenofobia strisciante, perciò, pericolosa.

L'operazione, atta a sorvegliare e punire, appare come un gioco mediatico, una simbolica reazione tardiva agli avvenimenti tragici di questi giorni: lo strumento repressivo, però, è stato ampiamente sperimentato, in questa realtà come in molte altre, senza alcun successo.

In certe occasioni si dovrebbe imporre il silenzio del dolore condiviso, la riflessione ampia della società, l'indagine profonda. Non lo sbraitare delle voci politicanti, atte a strumentalizzare, in modo meschino e volgare, le vicende accadute.

Sarebbe bello fornire alla nostra generazione l'occasioni di raccontarsi, in quello che dovrebbe essere, finalmente, un dialogo tra pari: persone che forse si esprimono con linguaggi differenti, ma che provano ad ascoltarsi, tra simili.

 

Dal silenzio del deserto sociale

Un'interconnessione sentimentale di nome

Farfalle Rosse

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categoria:politica, scuola, paura, farfalle, farfalle rosse, soldati, condotta
venerdì, 19 settembre 2008

La proprietà: sistemeremo tutti

Occupato il «ristorante dei re»
In sala siedono solo i lavapiatti

Alla alla «Tour d'Argent» di Parigi la simbolica protesta contro il lavoro irregolare

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI — Persino il più famoso ristorante
di Parigi impiega immigrati irregolari. Non è un'accusa, ma un fatto, denunciato da una quarantina di «sans papiers» che hanno organizzato mercoledì sera un'occupazione simbolica della «Tour d'Argent», il celebre tempio della gastronomia, dove si gusta (e si paga come «argent ») l'anatra numerata per ogni cliente. Fra essi, alcuni dipendenti del locale — a quanto pare sette lavapiatti impiegati da diversi anni — e altri clandestini che si sono uniti alla protesta per solidarietà. In sostanza, autodenunciandosi, i lavoratori sperano in una regolarizzazione. «Lavoro qui da nove mesi, cinque giorni su sette, dalle 10 alle 19, per 1.200 euro al mese, pago persino i contributi sociali a mio carico e potrei essere espulso dalla Francia dall'oggi al domani», dice Mediba, un giovane del Mali, seduto con i suoi compagni di lavoro sulle sedie in raso dei lussuosi saloni della «Tour». Per evitare danni eccessivi all'immagine del locale — i clienti ieri sono entrati da una porta secondaria — la direzione ha immediatamente reagito. Fabrice Rollo, responsabile delle risorse umane, ha dichiarato di non essere al corrente della presenza di lavoratori clandestini, ma si è impegnato ad avviare subito le procedure burocratiche per la regolarizzazione.

«È una buona notizia, ma restiamo vigili», ha detto il rappresentante della Cgt, il sindacato che ha avviato da tempo la battaglia in difesa dei sans papiers, in particolare nei settori della ristorazione e dei servizi. Nella giornata di ieri, su ordine della direzione, i clandestini sono stati costretti a lasciare il ristorante. Ne sarebbe nato qualche parapiglia fra impiegati regolari, addetti alla sicurezza e al servizio e sans papiers. Alcuni hanno sporto denuncia per violenza. «Anche la Tour d'Argent dovrà rispondere alla giustizia e rispettare i diritti dei lavoratori», ha fatto sapere la Cgt, che intende rivolgersi alla magistratura. Nei mesi scorsi, altri famosi ristoranti e ritrovi parigini sono stati occupati per denunciare un fenomeno che — comprendendo imprese di pulizie, fast food e bar — riguarderebbe migliaia di persone. In alcuni casi, come avvenuto la primavera scorsa al Bistro Romain, una nota brasserie sugli Champs-Elysées, i proprietari del ristorante hanno dichiarato di essere solidali con i lavoratori in sciopero e di aver depositato presso la prefettura di Parigi i dossier di regolarizzazione. Ma si è scoperto che almeno una settantina di impiegati erano irregolari. Di fronte al giro di vita imposto dal governo, che negli ultimi mesi ha intensificato controlli ed espulsioni, l'autodenuncia dei camerieri e la solidarietà dei datori di lavoro può sembrare un risvolto grottesco e paradossale del problema, ma in sostanza conferma la scarsa sintonia fra misure di carattere politico e la realtà sociale ed economica di attività produttive (servizi, ristorazione, servizi alla persona) che non potrebbero funzionare a regime senza l'apporto di lavoratori stranieri. Il primo maggio scorso, per la prima volta migliaia di sans papiers sono sfilati in testa al corteo assieme ai lavoratori regolari. Negli ambienti del ministero dell'Immigrazione si ritiene che la solidarietà dei datori di lavoro e la pubblicità data all'avvio delle pratiche di regolarizzazione sia in qualche caso un modo per tirare una riga sulle irregolarità del passato, ma nello stesso tempo si è deciso di ampliare le possibilità di regolarizzazione, pur sottoponendo le richieste ad un esame caso per caso dei dossier. Dall'inizio del movimento, su circa 1.700 domande, più di 900 sono state accolte. E la regolarizzazione alimenta d'altra parte la speranza di nuove possibilità. Proprio ieri, alcune imprese di pulizia e artigianato sono state bloccate dallo sciopero di dipendenti irregolari, mentre proteste e astensioni dal lavoro si segnalano in alcune aziende editoriali. Il sindacato, come dice Raymond Chauveau della Cgt, non chiede sanatorie generalizzate, ma regole uguali su tutto il territorio nazionale. «Oggi si hanno differenze di trattamento da una prefettura all'altra o da un'azienda all'altra». A quanto pare, anche da un ristorante all'altro, come alla Tour d'Argent: anatre numerate e lavapiatti senza documenti.

Massimo Nava
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categoria:politica, francia, precarietĂ , 1968, sans papiers
mercoledì, 10 settembre 2008

E’ esplicativo che l’atto liquidatorio del sistema d’istruzione pubblico universitario passi attraverso la manovra finanziaria: è lo strumento in primis ad essere piuttosto inquietante, nel complesso di un’operazione che pare avere al centro di sé l’idea della dismissione.

La campagna tremontiana, avallata dal ministro Gelmini, che taglia indiscriminatamente, che blocca (di fatto) le assunzioni (1 su 5 pensionati), sembra un putiniano atto intimidatorio: chiudiamo il rubinetto del gas, voi trovate il modo di non morire di freddo. Lo strumento suggerito implica diverse riflessioni, forse neanche esauribili in questa sede: le fondazioni hanno rappresentato, in alcuni casi, anche dei punti di sperimentazione interessante, ma l’applicazione generalizzata all’ambito universitario, oltre a cancellare il carattere pubblico dell’istituzione universitaria, presenta un quadro particolarmente sbilanciato. L’effetto più probabile sarebbe verosimilmente una valorizzazione delle (pochissime) eccellenze (a tutto vantaggio del quadrilatero del potere) ed un abbandono definitivo della stragrande maggioranza degli atenei italiani; in itinere forse una progressiva territorializzazione dell’università, con l’aggancio, ancora più stretto, alla realtà industriale-produttiva più importante della zona, con il rischio, ovvio, di uno schiacciamento della ricerca su un unico settore. E’ palese, inoltre, la difficoltà che le facoltà umanistiche attraverserebbero con una ristrutturazione del genere: i nostri dipartimenti sarebbero (forse con una sola eccezione) affossati da una prospettiva di questo tipo, che li relegherebbe a svolgere una funzione pseudo-pubblicistica per racimolare qualche soldo, in un ambito che offre sbocchi infinitamente minori rispetto alla diretta conversione della ricerca in valore economico.

Ci sembra importante tutelare due aspetti: il carattere, innanzitutto sociale, della rimessa in mani comuni dell’istruzione (in quello che è un rito antropologico di fiducia del cittadino nei confronti della comunità), in un periodo in cui l’uomo tende progressivamente a farsi individuo competitivamente feroce, ed il carattere universale dell’istruzione, a cui anche il nome universitatis si richiama, che dovrebbe essere il faro guida di un sistema che non finanzia esclusivamente i settori la cui produzione intellettuale è immediatamente monetarizzabile.

Le dichiarazioni di questi mesi, l’accelerazione impressa dalla Gelmini alla “riforma” scolastica e universitaria, nonché il clima di mobilitazione che diverse realtà hanno provocato con mozioni dei rispettivi senati accademici e appuntamenti non coordinati, impongono, innanzitutto un elemento di chiarezza da parte nostra.

Gli studenti di Siena non hanno intenzione di stare a guardare. Riteniamo indispensabile bloccare le lezioni, al fine di impedire quello che appare come l’ultimo atto della storia, il compimento di un progetto di mercificazione dei saperi che si è andato realizzando.

Noi non saremo muti, né tanto meno saremo immobili di fronte alla chiusura del cerchio: ci auguriamo che domani non saremo da soli: abbiamo dinanzi un mese decisivo, che tutta la comunità accademica si assuma la responsabilità di salvare l’università italiana.

domenica, 31 agosto 2008
Non ho avuto un minuto per scrivere due righe sul mio super viaggio in Svezia: ahimè, di minuti ne ho pochissimi anche adesso, perchè la missione valigia incombe e al solito non è neppure cominciata... già, perchè domani si riparte: destinazione Capitello (Sa), campeggio dei giovani comunisti/e. E' il secondo anno che vado, e spero che ne valga la pena come ne è valsa la pensa l'anno passato.
Prometto che prima o poi scriverò un post sulla mia Svezia, magari condito da link a foto varie... per ora mi limito a dire che è stata una grande esperienza, molto bella e che Luca è stato un compagno di viaggio straordinario...
Prometto notizie fresche, in attesa della rivoluzione, anche nella settimana prossima...
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categoria:politica, vacanze, personale, campeggio, partenza, rifondazione, spiagge, gc , giovani comunisti
sabato, 30 agosto 2008

Maria Stella Gelmini intende emulare i suoi predecessori: passo svelto, innocente, occhiali fini calati sul viso ringiovanito di una quarantaduenne ancora attraente, si dice la preferita del premier. Ex coordinatrice lombarda della fu Forza Italia, l'attuale ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sta facendo di tutto, però, per ritagliarsi un posto d'onore nell'olimpo della distruzione del sistema di formazione nazionale: olimpo peraltro che vanta già numerosi ospiti di tutto rispetto.

E' così che a fine agosto ci confontiamo con un decreto che si abbatte sulla scuola, che ne cancella i rimasugli di democrazia, che fa della repressione il filo conduttore di una retorica demagocica finalizzata forse soltanto a giustificare tagli assurdi al bilancio del suo stesso ministero.  In un colpo solo la donna di ferro di CL annuncia 140000 tagli al personale in 3 anni (incredibile venire a scoprire che il problema di un bilancio fatto solo sugli stipendi è costituito dal troppo personale e non dalla mancanza di investimento su un settore), la reintroduzione della bocciatura sulla base del voto in condotta, quella dell'educazione civica (unico banale passo in avanti) ed infine l'intenzione di trasformare le scuole in fondazioni.

Identico lo stile che aveva contaddistinto il collegato alla finanziaria di luglio, relaivo all'università e alla ricerca, che tante polemiche scatena: tagli al FFO (Fondo di finanziamento Ordinario), reintegro di 1 pensionato su 5 (sulla base dell'unità peraltro e non del costo, a discapito di ogni politica volta a favorire l'ingresso di nuove leve nella ricerca), blocco delle SSIS, possibilità di passare a fondazioni per gli Atenei volenterosi: in altre parole, noi (Stato-Governo-Ministero) vi stacchiamo il gas, se vi volete rifornire e non soffocare, beh, rivolgetevi ai provati...

Voci si levano, la più autorevole è forse quella del Senato Accademico della Sapienza, duro nel condannare la finanziaria Tremonti, il tentativo di smembrare e di svendere le nostre università; in sostanza, però, il tentativo del governo sembra essere quello di dividere i poteri accademici, tra chi è favorevole (per cultura politica) ad adottare la via di fuga dal disastro (le fondazioni, peraltro strumento non si sa quanto efficace), e chi, come noi, è totalmente contrario ad abbattere il sistema di formazione universitaria pubblico.

Agosto, si sa, è mese di riposo, di sosta, di siesta: dovremmo fare in modo che questa fine d'estate sia invece momento di attesa, preludio d'iniziativa. Il 10 settembre è convocata nella facoltà di lettere di Siena, un'assemblea che si annuncia calda e partecipata: gli studenti e le studentesse dovranno saper fare la loro parte... come Farfalle Rosse ci preme invocare all'unità di un movimento che troppo spesso è apparso fragile verso l'esterno e battagliero solo verso se stesso: è il momento di mettere da parte gli screzi e le voglie di protagonismo e mettersi al servizio... oggi è l'università, quantomeno quel brandello di sapere che è rimasto, ad averne bisogno: è inutile, forse, dire che è sul sistema d'istruzione e ricerca che si gioca la principale opposizione non solo a questo governo, ma al sistema neoliberista tout court.

E' inutile dire che questa potrebbe essere l'ultima battaglia utile a salvare le nostre scuole e le nostre università: noi siamo pronti, lo saremo ancora per un po'.

 

Da un'aula immaginata e festosa

di una facoltà liberata

un'interconnessione sentimentale

di nome

Farfalle Rosse
lunedì, 18 agosto 2008
Sognate, lungamente attese, sospirate ferie...
E' arrivato il momento di salutare la penisola e volarsene verso lidi assai più freschi...
In Svezia sono previste temperature da urlo (sigh!), minime a 9.5 e massime a 2...
Perlopiù nuvoloso, qualche pioggia, talvolta nebbia e temporali... se vuole scendere direttamente Odino, speriamo ci avvisi...
In ogni caso, lo zaino è in fase di preparazione, la prima notte è già fissata all'Hotel Aeroporto di Skavsta (non c'era nessun ostello, perciò godremo del comfort delle panchine di ferro della sala d'attesa) e la mente carica di speranze...
Quindi, auguratemi, anzi augrateci, a me e allo straordinario compagno di viaggio (luca), sempre che leggiate questo post in tempo, una buona partenza ed un'ottima settimana...
Stoccolma... è nostra...


P.S. Può darsi che ogni tanto mi faccia sentire di
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giovedì, 14 agosto 2008

Da Corriere.it:

Ecco l'elenco di alcuni divieti:

VENDITORI AMBULANTI: vietata la vendita abusiva di qualsiasi merce sulle spiagge. Multa da 250 euro a 1.500 euro. In diverse località, come Roma, Venezia, Firenze ed Alassio (Sv) è vietato trasportare merce in borsoni, sacchetti di plastica e simili. Multa da 25 euro a 250
ANIMALI - A Sirolo, in provincia di Ancona, è proibito l'ingresso di gatti e cani, anche con guinzaglio e museruola. Multa fino a 155 euro
MASSAGGI - Niente massaggi da personale ambulante sui litorali toscani e romagnoli. Multa da 2 mila euro a 10 mila
NUDISTI - A Ravenna no al nudismo, altrimenti si paga una sanzione fino a 102 euro
FUOCHI D'ARTIFICIO - A Positano non si possono sparare i fuochi d'artificio durante le feste private, ad esclusione del sabato. Multa da 50 euro a 500
PICCIONI - In diverse città italiane è vietato dare da mangiare ai piccioni. Multe da 50 euro a 500.
FONTANE - Vietato rinfrescarsi nelle fontane pubbliche. Multa da 50 euro a 500
CABINA - Non si può cucinare all'interno delle cabine da spiaggia. Il pranzo fai-da-te può costare fino a mille euro di multa
ASCIUGAMANI - È proibito prenotare il proprio posto in spiaggia lasciando l'asciugamano in terra. Multa fino a 1.000 euro
ZOCCOLI - Camminare con gli zoccoli è troppo rumoroso, per questo è stato vietato a Positano e Capri. Multa 50 euro
BANCHETTARE - Vietati i picnic in spiaggia o in strada a Positano, Ravello, Venezia, Capri, Firenze. Multa da 25 euro a 500
DECORO - In diverse località non si può camminare per strada senza maglietta o solo in bikini. Multa da 50 euro a 1.000
GIOCHI IN SPIAGGIA - No al calcio, bocce, racchettoni e altri giochi in spiaggia. Ad Eraclea, Venezia, è vietato anche costruire castelli di sabbia, perché ostruiscono il passaggio ai bagnanti e non si possono scavare buche. Multa da 25 euro a 250. In molte spiagge è vietato tuffarsi. Multa da 100 euro a 1.000. A Torino sono banditi dalle piscine pubbliche vandali, bulli e disturbatori
SPIAGGIA - È vietato occupare la fascia di 5 metri della battigia destinata al transito dei bagnanti e anche accendere fuochi. Multa da 100 euro a 1.000. Ad Eraclea, nel veneziano, non si possono raccogliere conchiglie e portare via la sabbia. Multa da 25 euro a 250. È proibito appropriarsi di relitti trovati in fondo al mare o sulla spiaggia. Multa fino a 1.032 euro
TAGLIARE L'ERBA - A Forte dei Marmi è vietato usare il tagliaerba nelle ore pomeridiane e nei weekend. Multa fino a 500 euro
SKATEBOARD - No agli skateboard nel centro storico di Viareggio. Multa da 25 euro a 500
ACCATTONAGGIO - Vietato chiedere l'elemosina, importunare i turisti, chiedere spiccioli ai passanti, in tutte le città d'Italia. Multa da 100 euro a 1.000
SOSTA NEI PARCHI - A Novara, vietato sostare in più di due persone nei parchi pubblici dopo le 23.30. Multa da 25 euro a 500
FUMO - Non si può fumare nei parchi giochi pubblici attrezzati per i bambini a Verona. Multa 50 euro. Divieto assoluto a Napoli e Bolzano. Multa da 25 euro a 500. Sigaretta bandita in in spiaggia a Is Aruttas (Oristano). Multa fino a 360 euro
EFFUSIONI AMOROSE - Anche un bacio è vietato nelle automobili a Eboli (Sa). Multa fino a 500 euro
PIERCING - A Bologna è vietato farsi un piercing «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse». La multa non è ancora stata decisa
RISCIO' - A Mintumo, Latina, non si possono usare i risciò a pedali sul lungomare nei fine settimana di luglio e in tutto il mese di agosto. Multa 500 euro
PROSTITUZIONE - Divieto di praticare l'attività su tutti il territorio comunale. Multe salate anche per i clienti
BIBITE E ALCOLICI - In alcune località sono vietate le bibite di vetro. Multa fino a 500 euro. Nel centro storico di Genova il divieto riguarda gli alcolici sia in bottiglia che in lattina . Multa fino a 360 euro.
SOSTA - A Capri è vietato sedersi sulle scalette della famosa piazzetta. Multa 50 euro. A Genova non si può bivaccare nei vicoli del centro storico dalle 22 alle 6. Multa fino a 250 euro. A Voghera, nel pavese, non si può sostare sulle panchine e nei parchi pubblici, dopo le 23. A Viareggio, invece, è vietato appoggiare i piedi sulle panchine pubbliche in qualsiasi ora del giorno. Multa da 25 euro a 500 euro
FUNGHI E FRUTTI DI BOSCO - Vietato calpestare e danneggiare i funghi sui terreni pubblici dell'Alto Adige. SI rischia di pagare fino a 113 euro. Sul Monte Gran Paradiso è vietato raccogliere fragole, lamponi e mirtilli. Multa da 25 euro a 1.000
MUSICA - Sulla spiaggia, dalle 13 alle 16, bisogna tenere il volume basso della radio. La multa arriva fino a 1.000 euro
CARTELLI DIVIETI - Divieto di danneggiare o rubare i cartelli che recano messaggi di divieto. Multa da 77 euro a 428
AUTO E MOTO - Divieto di sosta sia per la auto che le moto nei pressi della spiaggia demaniale. Multa fino a 1.032 euro. In Emilia Romagna è vietato accedere con mezzi a motore nelle aree boschive. Multa salata: da 2.000 euro a 10.000
VOLANTINAGGIO - È vietato fare volantinaggio in spiaggia. Multa fino a 250 euro
BURQA - A Azzano Decimo (Pn), vietato alle donne musulmane girare per le vie del paese con indosso il tradizionale burqa
REDDITO MINIMO - Per richiedere la residenza a Cittadella (Padova), bisogna avere un reddito minimo di sopravvivenza di 5000 euro
LAVAVETRI - Divieto di intralciare in qualsiasi modo il traffico. Una misura per impedire che i lavavetri sulle strade. Multa 206 euro
ALIMENTI - Vietato vendere cibi crudi, nel periodo compreso tra il primo giugno e il 30 settembre, in Emilia Romagna. Multa fino a 206 euro

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categoria:italia, sicurezza, paura, strade, divieti, spiagge
martedì, 12 agosto 2008
Questo non è un post... è un invito tardivo... la Russia ha appena annunciato che smetterà (o ha smesso a seconda del confine) di bombardare la Georgia...
Un tempo le Olimpiadi davano vita ad una tregua obbligatoria... adesso La Russa dichiara pronti ad intervenire i nostri soldati per una nuova missione... l'unica voce fuori dal coro sembra quella di Rizzo che, a dir poco pateticamente, si mette a difendere gli interessi russi (perchè non la bellezza di Gori eh Marchino?)...
Nessun ragionamento compiuto/complesso che analizzi non le colpe dei filo-americani, ma le strategie di sciocca dimostrazione di forza, di allucinante messa al bando del diritto... In un'ottica che salvaguardi un principio in primis, quello che coloro che vogliono la pace stanno dalla parte dei popoli... tutti...
Io voglio la pace... ed una tregua della/dalla politica italiana... almeno adesso si prendano una vacanza...
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categoria:politica, guerra, russia, georgia, putin, stalin, rizzo
lunedì, 11 agosto 2008

Carta d’identità

 

Scrivi :  sono un arabo;

la mia carta porta il numero cinquantamila.

Ho otto bambini,

e il nono nascerà dopo l’estate.

Ti dispiace forse ?

 

Scrivi : sono un arabo;

impiegato con i compagni della miseria in una cava,

ho otto bambini

per i quali dalla roccia

ricavo il pane,

i vestiti ed il quaderno.

Non chiedo la carità alle vostre porte

né mi umilio davanti alle piastrelle dei gradini.

Ti dispiace forse ?

 

Scrivi :  sono un arabo; un nome senza titolo

e resto paziente in una terra

dove tutto vive con impulso di furia.

Le mie radici si sono ancorate qua,

prima del nascere del tempo

prima dell’apertura delle ere

anteriormente ai cipressi, agli uliveti

ed al crescere dell’erba.

 

Mio padre …viene dalla stirpe  dell’aratro,

non è un figlio di signori privilegiati,

mio nonno pure era un contadino

né ben cresciuto, né ben nato !

Mi insegnava l’orgoglio del sole

prima di insegnarmi la lettura dei libri.

La mia casa è la guardiola di un custode

fatta di rame e di canna.

Sei soddisfatto della mia posizione ?

Ho un nome senza titolo !

 

Scrivi :  sono un arabo;

dai capelli color carbone

e dagli occhi bruni.

La mia descrizione:

un akal sulla kufiyya copre il mio capo;

e il palmo della mano duro come la roccia,

graffia chi lo oserebbe toccare.

 

Il mio indirizzo è :

un villaggio disarmato … dimenticato

dalle vie senza nomi.

 

Scrivi :  sono un arabo;

avete rubato la vigna dei miei nonni

e la terra che coltivavo

insieme ai miei figli.

Senza lasciare a noi nulla

né ai nostri nipoti …

se non queste rocce.

E’ forse vero che il vostro stato  

prenderà anche queste …

come si mormorava ?

 

Allora !

scrivilo in cima alla prima pagina :

“non odio la gente

né aggredisco  alcuno,

ma se divento affamato

la carne dell’ usurpatore sarà il mio cibo.

 

Attenzione !

Guardatevi 

dalla mia collera

e dalla mia fame !

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categoria:poesia, palestina, mahmoud darwish, mahmoud, darwish
giovedì, 07 agosto 2008
La professoressa Gelmini, ops scusate, la ministra Gelmini ha appena annunciato che si batterà strenuamente per evitare che vengano chiuse le scuole nei piccoli paesi... già qualcosa... nel frattempo Pierino Tremonti ha annunciato che la sua finanziaria dà un deciso taglio al capitolo di spesa "istruzione": 8 miliardi di euro netti, equivalenti per il calcolo fatto dalla cgil-scuola a circa 150 mila posti di lavoro...
E' incredibile come la finanziaria più balneare della storia non stanchi di stupire...
il governo Berlusconi ha reso possibile ciò che non avresti potuto immaginare neanche nel più brutto degli incubi... così, dopo i militari a presidiare i parchi, le impronte per i bambini rom, 20000 case ricomparse dopo che ne erano sparite 50000 (argomento che spero di riaffrontare), ecco che la banda bassotti (spero non si offenda il noto gruppo) passa a devastare il comparto istruttivo... scuole e università...
Reintroduce il voto in condotta... sistema per fermare i bulli cattivi, redimerli, reindirizzarli... come se la bocciatura attraverso il voto di condotta servisse per fermare gli scalmanati... come se questi non fossero "bocciabili" attraverso i normaili procedimenti... come se gli insegnanti non fossero dotati degli strumenti di conoscenza necessari per mettere in difficoltà didatticamente l'alunno bullo... beh, è evidente che la condotta serve a fermare il pensiero, invece...a rinquadrare, a rasserenare lo spirito della popolazione diffusa... non sarà anche questo un modo per creare la percezione di sicurezza come lo sono i soldati??? Forse però è soltanto un altro modo per mettere fuori legge la politica... anche dagli istituti... perchè i/le ragazz* che fanno politica hanno spesso (non sempre) questo vizio di essere un po' troppo bravi a scuola...
Il pensiero corre all'altro luogo incredibilmente divenuto asettico della nostra società: l'università. Là il bulldozer Tremonti ha lanciato la sua più grande offensiva... la cartolarizzazione del sistema d'istruzione pubblico... mi spiego meglio: dal 2009 il Senato accademico di ogni Ateneo potrà all'unanimità (ricordo che nel senato gli studenti non hanno diritto di voto) decidere di far divenire l'Ateneo stesso una fondazione privata... il gioco crea uno spazio verticale d'azione per baroni stretti da legami pubblici burocratici troppo ferrei (cos'è sta cosa che non si possono fare i corsi di laurea su misura per l'azienda che ci finanzia??? mah, insomma... antiquati!!!) e soprattutto consente al bilancio virtuale dello Stato (in cambio della eprdita di un "piccolo" patrimonio immobiliare e di risorse) di alleviare un capitolo di spesa sostanzioso...
Beh, un po' Tremonti, quello, lo ha già fatto... 500 milioni di taglio netto al FFO (fondo di finanziamento oridnario)... blocco del turnover al 20% delle unità... in altre parole ti vanno via 5 oridnari te puoi assumere o 1 ricercatore o fare 1 avanzamento... blocco delle SSIS... con caos allegato dovuto all'incomprensione nata per il 9° e il 10° corso... autenticamente rimasti nel limbo...
Gelmini: una domanda... ti hanno affidato il compito di essere l'ufficiale liquidatore del servizio scolastico e universitario pubblico??? Perchè se è così, se abbiamo letto male l'intestazione del tuo cartellino durante le conferenze stampe in cui annunci e ritiri, predichi e sospiri, allora stai facendo benissimo il tuo lavoro...
A volte rimpiangi quella classe politica che fingeva di andare al mare e faceva le nomine d'agosto... adesso scrivono una finanziaria triennale...